Skip to content

L’Arte

arte-12
arte_2
arte_5
arte_3
arte_6
arte_13
arte_10

Il legame con l’Arte
“Connessioni artistiche”

“Un grande artista è portatore del bello, indipendentemente dalle ideologie, dalla politica e dalle correnti”. (Renato Caimi)
Il legame con Vittorio Viviani fu determinante nello sviluppo del rapporto di Renato Caimi con l’arte, un legame che si rafforzò nel corso degli anni. Inizialmente maestro di disegno di Caimi, lo accoglieva nel cortile delle scuole di via Roma, insegnando ai bambini e ragazzi all’aria aperta. Col tempo, collaborando con la Libera Accademia di Pittura come membro della Commissione artistica, Caimi consolidò con Viviani un rapporto di profonda amicizia. Viviani parlava poco, ma il suo esempio di artista sempre impegnato e attivo fu una guida fondamentale per Caimi. Oggi molte cose vengono presentate come “arte”, ma solo il “bello vero”, capace di raccogliere e testimoniare un pensiero autentico, può essere definito tale. È opportuno ricordare che, a cavallo tra gli anni 60 e 70, Caimi era coinvolto nel comitato organizzatore del Premio Bice Bugatti.

Gruppo Amici dell’Arte “Il Centro”

“Le idee sono l’unico capitale dell’uomo”. (Renato Caimi)
A Nova Milanese venne realizzata una struttura chiamata ≪Il Centro≫, voluta fortemente dal parroco don Rinaldo Grassi. Il progetto mirava a creare uno spazio di formazione, animazione e aggregazione per la comunità cristiana, ma anche a ospitare attività culturali, ricreative, sportive e religiose, diventando un punto di riferimento per la città. Nonostante le aspettative, don Rinaldo confidò a Renato Caimi il suo rammarico: sul piano culturale e artistico, il movimento era ben lontano dai suoi desideri, mancava un vero impulso nel campo dell’arte.

Renato Caimi si mosse subito, seguendo il suo principio guida: “fare-far bene-far fare-lasciar fare”. Nacque così l’idea di creare un nucleo operativo, il “Gruppo Amici dell’Arte”, chiamando a collaborare Pietro Baldo, Gianna Villa, Franco Cavallaro e Carlo Solaro. L’esordio fu con lo scultore Bianchin, la cui mostra diede il via a un’intensa attività di esposizioni e incontri con artisti di rilievo. I momenti chiave dell’attività del gruppo sotto la regia di Caimi includono:

Agire sempre sotto il tetto del Centro Parrocchiale
Puntare su artisti con una solida esperienza e una ricerca artistica consolidata.

Un esempio di grande valore artistico e spirituale fu la “VIA CRUCIS” realizzata dai pittori Novesi. Agli allievi più maturi della Libera Accademia di Pittura fondata da Vittorio Viviani fu affidata ciascuna una Stazione della Via Crucis da interpretare e illustrare; le opere furono esposte in punti strategici della città, offrendo un modo originale di celebrare il Venerdì Santo. Altri momenti significativi furono:
– L’attività a favore della Croce Rossa Novese, di cui Caimi era presidente, per raccogliere fondi.
– La mostra di Daleffe, accompagnata da altri pittori di “Avanguardia”, che, pur complessa, fu preceduta da una presentazione e chiusa con un incontro con il pubblico.
-L’attenzione verso Padre Francesco Radaelli, artista e progettista di mosaici e vetrate, che tenne un’esposizione e un atelier pratico presso il Centro. Renato Caimi e i suoi collaboratori dimostrarono sempre uno sguardo attento verso artisti impegnati, evitando i cosiddetti “pittori della domenica”. Con l’aumento degli impegni e la diversificazione delle attività del Gruppo, anche grazie alla passione di Eliana Lissoni per la fotografia, si concluse la fase del “lasciar fare” di Caimi. Successivamente le manifestazioni continuarono sotto la responsabilità di altri, non più al Centro, ma in altre sedi con il supporto dell’Amministrazione Comunale.

Vale la pena riflettere sul motivo per cui un progetto come il Gruppo Amici dell’Arte fosse importante. Le grandi storie meritano di essere tramandate, ma anche le realtà più piccole hanno valore storico: pur marginali rispetto ai grandi centri dell’arte, rappresentano preziosi documenti di memoria collettiva. La collezione del Gruppo Amici dell’Arte non rientra tra quelle grandi e rinomate di cui si sente spesso parlare, eppure ha un valore innegabile: testimonia passione condivisa, amicizie autentiche e rapporti culturali profondi, anche in una città di provincia come Nova Milanese.

L’intervista a Renato Caimi permette di comprendere dall’interno le ragioni, le intuizioni e le scelte che hanno dato forma a questa storia culturale. Caimi ha contribuito significativamente alla città in diversi ambiti: in quello industriale, con la sua azienda e la fondazione dell’Associazione Artigiani della Brianza; in quello socio-assistenziale, come presidente della Mutua nel dopoguerra e per molti anni della Croce Rossa Italiana; infine in quello artistico e culturale, prima accanto a Vittorio Viviani nella Libera Accademia di Pittura e poi come fondatore del Gruppo Amici dell’Arte nel ventennio 1971-1991.

Dall’intervista emerge chiaramente il criterio con cui sceglieva gli artisti e come li contattava: molti li aveva conosciuti quasi per caso, ma non si lasciava condizionare da ideologie, politica o correnti artistiche; per lui ≪un grande artista è portatore del bello, indipendentemente dalle ideologie, dalla politica e dalle correnti≫. Il rapporto umano, sincero e leale, permetteva di creare una sintonia autentica, e furono proprio questi valori a guidare la scelta degli artisti. Con alcuni, come Padre Francesco Radaelli, nacquero amicizie durature.

Il rapporto con Vittorio Viviani fu un altro elemento fondamentale: inizialmente maestro di disegno di Caimi, lo accoglieva nel cortile delle scuole di via Roma, insegnando ai bambini e ragazzi all’aria aperta. Col tempo, collaborando con la Libera Accademia di Pittura come membro della Commissione artistica, Caimi consolidò con Viviani un rapporto di profonda amicizia. Viviani parlava poco, ma il suo esempio di artista sempre impegnato e attivo fu una guida fondamentale per Caimi.

Nell’intervista emergono anche le riflessioni sul concetto di arte contemporanea: oggi molte cose vengono presentate come “arte”, ma solo il “bello vero”, capace di raccogliere e testimoniare un pensiero autentico, può essere definito tale. Infine Caimi racconta come conciliava vita professionale e impegno artistico: di giorno lavorava, mentre la notte, nel silenzio, trovava il tempo per dedicarsi sia ai progetti aziendali sia alle iniziative culturali. Conclude offrendo uno scorcio del suo pensiero: portare avanti progetti professionali, sociali e artistici secondo i principi in cui ha sempre creduto: passione, entusiasmo, estetica e bellezza.

Newsletters

Iscriviti alle nostre newsletters per ricevere aggiornamenti su mostre, iniziative, programmi e molto altro ancora!

Newsletters

Fondazione Rossi