Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini 2013

Italo Bressan

54ª edizione del Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini

A cura di Marco Meneguzzo

Quest’anno il Premio Bice Bugatti-Giovanni Segantini è stato assegnato a Italo Bressan, come riconoscimento alla sua importante carriera artistica.

Nato a Vezzano (TN), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove è professore di pittura dal 1982. Il colore è l’elemento base delle sua ricerca, un colore che vuole essere pura evocazione, una pura estensione mentale e sensoriale. La superficie viene considerata come una tensione verso “l’oltre”, conservando una componente strutturale: ogni dipinto è il risultato di una meticolosa disposizione di spazi cromatici. Bressan utilizza diversi tecniche – olio, acquerelli e smalto sintetico – e supporti come vetro e carta.

A partire dal 1979 è stato protagonista di numerose personali, che si sono tenute in città come Milano, Roma, Torino, Firenze, Basilea, Francoforte e Amburgo. Come ricorda Marco Meneguzzo:“In questi tre decenni, la pittura di Bressan si è mossa su uno stesso binario, o comunque in una medesima direzione, senza rincorrere modi e mode: non so se sia un pregio, se dimostri una coerenza volitiva dell’artista, perché so che gli artisti non fanno quello che vogliono, ma quello che possono… E’, cioè, una spinta più profonda della loro parte puramente razionale quella che li muove, e che assomiglia a più a una vita in simbiosi con la propria ricerca che a un lavoro, a un mestiere, per quanto speciale”.


Last Young

54ª edizione del Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini

A cura di  Arianna Baldoni, Rossella Farinotti, Lorenzo Respi

Artisti in mostra: Thomas Berra, Simone Bubbico, Giuseppe Buffoli, Chiara Campanile, Cristiano Carotti, Linda Carrara, Anna Caruso, Sabrina Casadei, Silvio Combi, Annalisa D’Annibale, Mr Degrì, Roberto Fanari, Michele Gabriele, Debora Garritani, Riccardo Gavazzi, Giuseppina Giordano, Ester Grossi, Chiara Luraghi, Monia Marchionni, Tiziano Martini, Silvia Mei, Isabella Nazzarri, Beatrice Negro, Parasite 2.0, Carlo Alberto Rastelli, Vincenzo Rulli, Marco Schifano, Patrizia Emma Scialpi, Stefano Serusi, Patrick Tabarelli, Chiara Valentini, Viviana Valla, Giulio Zanet.

La mostra presenta una selezione di oltre 30 artisti, tutti under 35, che tre giovani curatori hanno accuratamente stilato per rappresentare la molteplicità dei linguaggi contemporanei. Non solo pittura e scultura, ma anche installazione, fotografia, video e quelle nuove forme di espressione ibride che testimoniano la complessità dei linguaggi attuali e le frontiere dell’arte d’oggi. Gli “ultimi giovani” sono l’espressione di una ricerca curatoriale lunga e complessa, intrapresa senza pregiudizi né preclusioni, derivante dal confronto costruttivo tra i tre curatori. Il risultato è una mostra collettiva in cui il talento in progress degli artisti si mescola con la durabilità della loro ricerca nel tempo e con la qualità espressiva e tecnica. L’intento ambizioso dei curatori è quello di dare una lettura più ampia possibile delle nuove ricerche artistiche, del modo con cui l’artista interagisce con una realtà eterogenea e complessa e, al contempo, di promuovere con forza l’identità dell’arte italiana al grande pubblico. La mostra non vuole essere esaustiva di tutte le tendenze che caratterizzano il sistema dell’arte, ma intende proporsi come un’indagine delle ricerche attuali più rappresentative, di cui traccia un profilo essenziale in un’ottica più articolata e globale. In tempi di crisi economica e culturale, è fondamentale promuovere e sostenere la giovane arte italiana contemporanea, che non solo vive una criticità interna propria, ma è diventata un satellite secondario delle grandi potenze economiche internazionali che dettano le linee guida delle nuove forme di espressione e del mercato.

Villa Brivio, Nova Milanese


School of Future Riot_ Progetti Speciali

School of Future Riot per Last Young è stato sviluppato in collaborazione con Claudia Mainardi,  Last Young è stato curato da Arianna Baldoni, Rossella Farinotti e Lorenzo Respi per il  53° Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini, sezione Under 35.

Parco di Villa Brivio , Nova Milanese (MB) L’opera nasce dalle riflessioni su come l’architettura e le sue forme possono rispondere e contenere il potere umano che lo spazio fisico dovrebbe ospitare. Oggigiorno il progetto architettonico deve essere inteso come uno strumento politico con un’influenza su larga scala sulle implicazioni sociali. In molte situazioni questo impulso sostituisce l’ordinario sistema burocratico, tipico dell’età industriale, andando così verso un approccio dal basso verso l’alto. Per questi motivi abbiamo deciso di selezionare e studiare una sorta di rivolte urbane contemporanee in cui l’elemento principale era l’ascesa di una nuova classe media globale che, ovunque stabilita, ha causato disordini politici. Le proteste non sono mai state prese dalla classe povera, ma da giovani con un alto livello di istruzione e con un reddito superiore alla media. Sono in grado di utilizzare la tecnologia e i social network per la diffusione delle notizie. Il fenomeno di solito parte dalla riappropriazione di un importante spazio pubblico della città, che diventa laboratorio di confronto ed elaborazione di nuovi concetti di gestione della vita urbana. In questa situazione, tali spazi convenzionali e istituzionali, esplodono e non sono in grado di contenere il potere della città, uscendo dalla sua struttura. Il lavoro mostra questo concetto, in contrasto con l’archetipo imposto di una casa, con un elemento che si schianta contro il confine per invadere l’esterno.  School of Future Riot invita lo spettatore a entrare per apprendere questo mondo di nuove rivolte attraverso una ricerca sul tema.