Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini 2018

59° PREMIO INTERNAZIONALE BICE BUGATTI – GIOVANNI SEGANTINI

Inaugurazione e assegnazione 59° Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini


Franco Guerzoni. Pareti, immagini, un po’ di polvere _ Premio alla Carriera

Premio alla Carriera – 59°  Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini

A cura di Martina Corgnati

La 59° edizione del Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini è dedicata al tema della memoria, la memoria della pittura, la memoria della parete, due nozioni intorno alle quali si è articolata gran parte della ricerca artistica di Franco Guerzoni (Modena, 1948), cui viene conferito  il premio alla carriera. In mostra vengono esposte circa venti opere eseguite dal 1973 ad oggi; dai primi Affreschi, stampe fotografiche trattate con pigmenti e scagliola, un’opera della serie Scavi superficiali (1987), due Impossibili restauri e tre esempi dal Museo Ideale (2011) oltre a alcuni grandi Strappi daffresco (2016) e altre opere recenti su carta, tela e tavola. Come artista, Guerzoni ha corteggiato con insistenza le vecchie pareti scrostate, sia nell’aspetto visuale sia  nei materiali, negli intonaci e nei rigonfiamenti, nella precarietà evidenziata da crepe e graffi, affioramenti, muffe e salnitri. Negli ultimi decenni queste operazioni sono state condotte in termini pittorici ma in precedenza, alla fine degli anni Sessanta, anche in forme concettuali: allora Guerzoni faceva fotografare  dall’amico Luigi Ghirri pareti di case parzialmente abbattute e dirute, quelle pareti che ancora conservavano la traccia delle divisioni fra le diverse stanze pitturate a colori differenti, come un quadro astratto- geometrico. In questi paesaggi di superficie, sottratti a un’utilità o a una funzione abitativa, l’artista individuava un promettente punto di partenza, il luogo di una mise à nu dove la composizione si era fatta da sola, lasciando affiorare una possibile archeologia (così, infatti, aveva intitolato quella serie), una stratigrafia ricchissima di storie possibili, anzi virtualmente infinite. Poi, dal 1980 circa, Franco Guerzoni ha voluto guardare più lontano entro al senso delle cose, per quel tanto che esse contengono di tempo, umanità, storia, nulla di particolare insomma ma invece di universale. Lavorando dunque su tele e tavole con gli strumenti del pittore, l’artista evoca il tempo trascorso, costruendo pareti immaginarie, quadri che potrebbero apparire raffinatissimi intonaci, rovine e decorazioni che non rappresentano nulla, sono soltanto  memoria, rimando, risonanza. Come se Guerzoni avesse compiuto, forse persino involontariamente, un cammino all’inverso: spostandosi dall’immaterialità dell’immagine verso la materialità ritrovata dell’opera fosse riuscito a spogliarne il racconto, svuotarne le circostanze sino a una soglia di illimitato, di incondizionato; evocazione pura, appunto, fatta di tracce, pigmenti, gessi rilevati, intonaci, graffiature, slabbrature, un colore lavorato non, apparentemente, dalla mano ma dal passaggio del tempo. La parete perduta e ritrovata da Guerzoni si confronta con la memoria, una memoria lirica e sottile, indefinita e plurale: quella della pittura, del testo, del libro.

Giugno 2018

Villa Brivio, Nova Milanese

Franco Guerzoni. Pareti, immagini, un po’ di polvere. Premio alla Carriera


La memoria della pittura. Omaggio a Franco Guerzoni

Artisti su invito – 59°  Premio Bice Bugatti-Giovanni Segantini

A cura di Martina Corgnati

Artisti partecipanti: Yuki Aoki, Alessio Barchitta, Elias Bertoldo, Marian Bozorgmehr, Lucia Busi, Francesca Colturani, Martina Della Valle, Silvia Greco, Joris Jaccarino, Media Zabih, Lu Jingqiu, Jem Perucchini, Andrea Rizzo, Nooshin Zokaie

Oltre alla mostra dell’artista vincitore del Premio alla Carriera, a Villa Vertua viene allestita  la mostra collettiva “La memoria della pittura – omaggio a Franco Guerzoni”. Riprendendo una formula già sperimentata nella 58° edizione del Premio, l’esposizione prende spunto dal lavoro dello stesso premiato per sondare  l’attualità e la consistenza degli interessi che hanno alimentato la sua produzione nel panorama delle ricerche contemporanee. L’Accademia di Brera, che da molto tempo è in rapporto privilegiato con il comitato direttivo del Premio Bugatti-Segantini e con il comune di Nova Milanese, è certamente sede privilegiata, ma non esclusiva, per effettuare questa verifica. Non a caso, dei quattordici artisti partecipanti, dodici provengono o sono passati dalle sue scuole e dalle sue aule. Invece Martina Della Valle, giovane  artista già nota in Europa e non solo per le sue indagini sulla natura dell’immagine e sulle tracce del tempo e della luce, in omaggio a Franco Guerzoni e alle sue ricerche sulla parete dimenticata, presenta un video del 2011, Shadow Theory, già proposto a Venezia (Fondazione Bevilacqua – La Masa), a Milano e a Berlino. Infine, un progetto speciale è stato affidato a Joris Jaccarino e al gruppo BEPART, che ha elaborato Mnemosine and Overtype, un progetto di realtà aumentata ambientato nelle strade e in alcuni luoghi di Nova Milanese.

Giugno 2018

Villa Vertua Masolo, Nova Milanese


WORK/WORKS 2 _ Progetti Internazionali

Curato da  Magda Rossi e Fernando Garcia Barros

Artisti Partecipanti:   Chen Gong, Daniele Misani, Giulia Meregalli, Alejandro Fernandez Centeno, Giovanni Cerri, Luca De Gradi (in arte Mr. Degrì), Glenda Zapata, El Marsh, Francisco Martinez.

Work Works 2 è il nome del progetto curato da Magda Rossi e Fernando Garcia Barros  (Proyecto mARTadero), proposto quest’anno per la sezione internazionale del Premio.

L’idea di Work Works nasce da un’intuizione di Luigi Emanuele Rossi; da quell’idea germinale il progetto si è sviluppato in tempi, linguaggi e luoghi diversi. Creatività, spazi  urbani e vita quotidiana sono i tre elementi fondamentali di Work Works 2: uno sguardo individuale che si fa universale, un’azione da parte del singolo artista che permette a tutti di confrontarsi con l’arte e con il tema del lavoro. Un progetto che parla del quotidiano, che avvicina l’arte contemporanea alla realtà. Tutte le opere hanno un tratto distintivo: devono essere realizzate su un unico formato su telo vapore di grandi dimensioni e devono essere pensate per essere esposte per strada, così da creare un dialogo con la collettività, adeguandosi ad ambienti sempre mutevoli.

Il progetto Work Works 2 ha rivisitato l’arte di strada proponendosi come una sorta di museo a cielo aperto che non si è limitato ai confini italiani, ma che è stato concepito per essere portato all’estero. Infatti Work Works 2 si è sviluppato in una prima fase in Italia, nel 2013, per approdare l’anno successivo oltreoceano, coinvolgendo numerosi artisti caratterizzati da poetiche e approcci differenti. Inizialmente, infatti, i lavori presentati a Nova Milanese sono stati realizzati da artisti emergenti del territorio; successivamente i teli sono approdati alla biennale di arte contemporanea Conart, a Cochabamba (Bolivia), dove grazie alla collaborazione con Proyecto mARTadero, che ha coinvolto artisti boliviani e cileni, la collezione si è arricchita di un punto di vista altro, quello del Sudamerica. Oltre alle collaborazioni provenienti dalla scena artistica boliviana, peruviana e cilena, il progetto vanta anche collaborazioni con il contesto cinese e giapponese, e negli ultimi anni si è aperto anche alla fotografia, invitando ad oggi tre artisti fotografi a catturare in uno scatto la loro idea personale di lavoro, stampandola poi su telo cerato come una sorta di manifesto.

Dopo numerose esposizioni internazionali, i teli di Work Works sono rientrati dal Sudamerica in occasione del 59º Premio Bice Bugatti Giovanni Segantini e costituiscono ormai una serie complessa ed eterogenea. Nella cornice del Premio, il Bice Bugatti Club ha deciso di selezionare nove teli della collezione al fine di esporli all’esterno dell’edificio della LAP – Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani”, sede della Casa delle Arti e dei Mestieri. I lavori proposti ed esposti all’interno e all’esterno in quest’occasione sono stati realizzati, in ordine di comparsa, da: Chen Gong, Daniele Misani, Giulia Meregalli, Alejandro Fernandez Centeno, Giovanni Cerri e Luca De Gradi (in arte Mr. Degrì), Glenda Zapata, El Marsh, Francisco Martinez. Questi grandi teli dipinti sono offerti allo sguardo dei passanti, nella speranza di dare vita a un dibattito, a un dialogo, a un pensiero sul tema.


Mostra fotografica Il Premio Bugatti Segantini nelle immagini degli allievi di Brera. Accademia di Belle Arti di Brera

a cura di Marco Baldassari

Studenti partecipanti: Rebecca BErgonzi, Giorgia Garuti, Jacopo Cappato, Lucia Caspani, Ludovica Frassi, Simona Girardi, Noemi Lottaroli, Paola Merlini, Rachele Motta, Mario Roma, Sofia Ronzi, Francesca Salvatore, Giada Zecchi, Angelica Zillo

Il Bice Bugatti Club in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera realizza un progetto a cura di Marco Baldassari e realizzato da alcuni allievi di Scuola di Valorizzazione dei Beni Culturali che vuole valorizzare la storia e i luoghi del Premio, esprimendone i contenuti creativi. Il progetto  è stato esposto in una mostra dal duplice appuntamento: a luglio 2018 all’interno della manifestazione “Accademia Aperta” presso Brera e settembre 2018 presso  Villa Vertua Masolo. Per l’occasione è stato prodotto un catalogo

Luglio/settembre 2018

Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Villa Vertua Masolo, Nova Milanese



Berliner Luft _ Progetti Internazionali

a cura di Dermis Leon

artisti partecipanti:  Sandra Becker – Ciro Beltrán – Youn-Sook Koeppel – Simone Kornfeld – Sebastian Kusenberg – Ina Lindenmann – Sabine Scheneider – Andrea Sunder Plasmann.

La mostra, a cura di Dermis Leon e proposta per la 59.esima edizione del Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini, nasce da una collaborazione del Bice Bugatti Club con le realtà berlinesi Curatorial Bureau e Verein Berliner Künstler.

Presenta per la prima volta la selezione di un gruppo di artisti affermati nel panorama tedesco che hanno dato forma alla scena berlinese prima e dopo la caduta del muro. Partecipano alla mostra anche artisti della nuova generazione di rilievo internazionale, che con la loro poetica e con la loro estetica introducono nuovi trend in una città in continuo cambiamento come Berlino. La mostra vuole contestualizzare artisti locali, tanto italiani quanto tedeschi, in un contesto internazionale, creando un nuovo pubblico e si inserisce nella cornice di collaborazioni internazionali al centro della mission del Bice Bugatti Club, da sempre rivolta all’interazione e agli scambi con culture differenti. Il progetto Nova Milanese-Berlino nasce a luglio 2017 con la mostra Komorebi. Italian Abstraction quando, presso la Austellungsdauer di Berlino, il Bice Bugatti Club ha organizzato l’esposizione in collaborazione con Curatorial Bureau e Verein Berliner Kunstler. La prima associazione è dedicata alle pratiche curatoriali, agli scambi interculturali e alla ricerca sulle pratiche contemporanee in Europa, America e Medioriente; la seconda è un’associazione indipendente, la più antica tedesca fondata nel 1841.

Luglio 2018

Villa Vertua Masolo – Via Garibaldi 1, Nova Milanese


Comrade Animal_ Progetti Internazionali

a cura di Parasite2.0

con:  Leonardo Caffo, Leonardo Dellanoce, Hunter Doyle, Sofia Belenky, Angelo Renna

www.comradeanimal.com 

https://www.instagram.com/comradeanimal/

La mostra mescola tre artisti / designer con tre professionisti del mondo delle scienze sociali, spingendo per una riflessione interdisciplinare sulle implicazioni dell’antropocentrismo e la nostra relazione con gli altri esseri viventi nel modo in cui modelliamo lo spazio che abitiamo.

Durante la consueta fase preliminare di ricerca di questo progetto, ci siamo imbattuti in un meme che ben presto è diventato il punto di partenza del progetto stesso. Ci è subito chiaro che questo meme era una condensazione dei diversi temi che volevamo sviluppare con la mostra Comrade Animal e la sua collezione di contenuti. Il dittico, accompagnato dalla didascalia, sembrava contenere tutti i diversi aspetti che abbiamo preso in considerazione per questo progetto. Il meme trolling, con un’intenzione chiaramente xenofoba e razzista, confronta una foto di una capanna di legno con la didascalia “Africani oggi” al progetto di un’architettura costruita dai castori con “castori milioni di anni fa”. In basso: “chi è l’architetto migliore? “. Gli elementi che possiamo estrarre sono diversi. Il razzismo dell’uomo occidentale verso il continente africano è certamente l’obiettivo di fondo; e per denigrare il continente africano, l’uomo è paragonato ad un animale. Il secondo elemento: l’animale è inferiore all’uomo, è un essere che occupa un livello inferiore nella struttura piramidale in cui l’umanità occupa il vertice, ovviamente in servizio a una visione del mondo generato da noi. Fin dall’inizio ci siamo chiesti se guardare la relazione tra uomo e animale attraverso le loro architetture potesse aiutarci a rivalutare la matrice estremamente antropocentrica con cui abbiamo modellato l’habitat globale. Alla base abbiamo trovato una necessità: ripensare la creazione umana, e nel nostro caso specifico vorrebbe dire dare forma a artefatti, architetture e oggetti. È da questo punto che nasce il progetto  il cui obiettivo principale è una rilettura critica degli eventi del maggio 1968 e delle sue conseguenze, in occasione del suo 50 ° anniversario. Diverse riflessioni concentrate nella pubblicazione del Primitive Future Office hanno costituito il fondamento di questa proposta. In particolare le riflessioni sui possibili processi di emancipazione quando si tratta di come modelliamo l’habitat e le tradizionali strutture gerarchiche che lo guidano.

Sarebbe possibile oggi esaminare lo spirito che ha guidato i grandi cambiamenti del ’68 e immaginiamo un futuro in cui possiamo opporci a una certa forma di cultura che, attraverso politiche sociali, economiche e coloniali, ormai egemoniche, appare come dominante? Fu attraverso la progettazione che nel ’68 si osservò una società in cui il produttore si trasformò in un fornitore di strumenti e non di progetti finiti, e quindi combattendo le solite strutture di potere. Sarebbe possibile allo stesso modo oggi opporsi ad una auto-proclamata supremazia della specie umana rispetto ad altre specie considerate meno importanti? In un’epoca in cui sono tornati antichi conflitti tra gli umani, potrebbe essere che una visione del nostro habitat non più basata unicamente sull’essere umano, potrebbe rappresentare una vera svolta.

Ottobre 2018

Villa Vertua Masolo, Nova Milanese, (MB)


KABUL magazine rilegge il ’68 _ Progetti Speciali

A cura di: KABUL magazine

Con: Liceo Classico e Scientifico Ettore Majorana di Desio,  Liceo Artistico Nanni Valentini di Monza, Bloom,  Accademia di Belle Arti di Brera, Giacinto Di Pietrantonio, Angela Madesani, Loredana Parmesani e Tommaso Trini

In occasione del Premio Internazionale Bugatti-Segantini, la redazione di KABUL magazine è stata invitata dal Bice Bugatti Club a rileggere in chiave critica i movimenti sociali, artistici e politici che hanno animato l’Italia del 1968, di cui quest’anno ricorre l’anniversario, nonché le eredità culturali che quel momento storico ha lasciato nel nostro presente.

Per fare i conti con il 1968, la redazione di KABUL magazine si è focalizzata sul ruolo che l’editoria, in quanto industria del sapere e della conoscenza, ha rivestito e riveste ancora nella diffusione di idee, valori e princìpi in grado di attecchire nelle masse, costruendo le basi del cambiamento e del progresso sociale.

Le prime due tappe del progetto si sono svolte durante le giornate di co-gestione, all’interno di due istituiti superiori, il Liceo Classico e Scientifico Ettore Majorana di Desio e il Liceo Artistico Nanni Valentini di Monza, e ha coinvolto gli studenti in modo diretto.

Un terzo momento di indagine è stata l’osservazione di quei fenomeni sociali legati alla moda, alla musica e allo spettacolo in grado di incentivare il cambiamento all’interno della società civile

La quarta e ultima fase di questa ricerca si è focalizzata sulle realtà editoriali attive, nel ’68, nell’ambito delle arti visive e della cultura, allo scopo di comprendere la portata ancora oggi tangibile di quelle rapide trasformazioni che hanno investito il settore delle arti e della critica.  I risultati sull’indagine degli sviluppi di questo complesso e militante sistema editoriale italiano sono stati dibattuti nell’incontro conclusivo del progetto e del Premio ospitato dall’Accademia di Belle Arti di Brera, che ha visto quali suoi protagonisti i critici e docenti universitari Giacinto Di Pietrantonio, Angela Madesani, Loredana Parmesani e Tommaso Trini, a confronto con la redazione di KABUL magazine. In ultimo la redazione di KABUL magazine è stata inviata dal Bice Bugatti Club a realizzare una pubblicazione capace di raccogliere tutte le tappe di questo progetto.

Aprile/Ottobre 2018