Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne
Sabato 19 settembre 2026 alle ore 11.00, presso il Centro di Cultura Villa Brivio, in Piazzetta Vertua Prinetti 4 a Nova Milanese, inaugura la mostra “DECLINAZIONI ANDINE. Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne”, con opere provenienti dalla Fondazione Rossi.
L’esposizione, inserita nella Sezione progetti internazionali e speciali del 67° Premio Internazionale Bugatti-Segantini, propone un viaggio attraverso alcune delle esperienze più significative dell’arte contemporanea cilena e argentina, mettendo in dialogo maestri del Novecento e protagonisti delle generazioni successive.
La mostra assume inoltre un particolare valore nel ricordo di Julio Le Parc, maestro dell’arte ottica e cinetica internazionale, scomparso a Parigi il 30 maggio 2026 all’età di 97 anni.
Una selezione di circa venti opere, tra dipinti, grafiche d’arte e disegni, provenienti dalla collezione della Fondazione Rossi, offre al pubblico l’opportunità di attraversare oltre mezzo secolo di ricerca artistica sudamericana, evidenziandone i rapporti con le principali esperienze europee e internazionali.
Un percorso tra Cile, Argentina ed Europa
Curata da Massimo Bignardi, la mostra prende avvio dalle opere di alcuni dei principali artisti cileni e argentini che hanno segnato il dibattito artistico degli anni Cinquanta e Sessanta.
Tra questi il cileno Roberto Sebastián Matta Echaurren, protagonista dell’ultima grande stagione del Surrealismo, e gli argentini Horacio Garcia Rossi e Julio Le Parc, figure centrali del GRAV – Groupe de Recherche d’Art Visuel, collettivo fondato a Parigi nel 1960 e protagonista delle sperimentazioni sull’arte ottica, cinetica e sulla percezione visiva.
Le Parc, in particolare, è stato una delle personalità più influenti dell’arte cinetica internazionale e tra i fondatori del GRAV insieme, tra gli altri, allo stesso Garcia Rossi.
Il percorso prosegue attraverso le opere di artisti affermatisi sulla scena espositiva tra gli anni Settanta e Novanta, fino ad arrivare ad alcune delle espressioni più recenti della ricerca contemporanea sudamericana.
Sono presenti lavori di Roly Arias, Ciro Beltran, Maria Laura Buccianti, Marisa Caichiolo, Cristian Calderon, Cristina Chetti, Alberto Díaz Parra, Roberto Urbina Gajardo, Alejandro “Mono” González, Angélica Rochón, Mercedes Ruiz de los Llanos, Jorge Sarsale e Carlos Varga.
Dall’astrazione alla condizione postmoderna
Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il confronto tra linguaggi profondamente differenti.
Alle ricerche sull’astrazione, sulla luce, sul colore e sulla percezione sviluppate dai protagonisti delle avanguardie sudamericane del secondo Novecento si affiancano infatti le esperienze degli artisti delle generazioni successive.
Tra queste emerge la ricerca del cileno Alberto Díaz Parra, pittore, poeta, musicista e promotore culturale, interprete di una personale declinazione del concretismo astratto, mentre l’argentino Jorge Sarsale orienta il proprio lavoro verso una dimensione maggiormente gestuale, vicina alle esperienze dell’Informale.
Il panorama si amplia ulteriormente con gli artisti nati prevalentemente tra gli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta, protagonisti di una stagione che si sviluppa pienamente negli anni Novanta, all’interno di quella che il filosofo Jean-François Lyotard ha definito “condizione postmoderna”.
La figurazione torna ad assumere un ruolo centrale, nutrendosi di suggestioni provenienti dalla Transavanguardia italiana, dal nuovo realismo americano e dalle riflessioni contemporanee sull’identità, sul genere e sulla società.
L’installazione di Marisa Caichiolo
Chiude idealmente il percorso espositivo “Under the Skyn: Emptiness” di Marisa Caichiolo, artista, curatrice e promotrice culturale attiva a livello internazionale.
La sua ricerca multidisciplinare attraversa installazione, fotografia, tessile, performance e videoarte, affrontando temi quali memoria, migrazione, identità femminile e vulnerabilità del corpo.
Nelle sue opere il concetto di “pelle” diventa spesso metafora delle trasformazioni personali e collettive, facendo dell’arte uno strumento di connessione, confronto e partecipazione tra comunità provenienti da differenti contesti geografici e sociali.
Le opere della Fondazione Rossi
La mostra nasce dalla significativa raccolta di opere sudamericane conservata dalla Fondazione Rossi, formatasi nel corso di oltre un decennio attraverso progetti e rapporti culturali sviluppati in America Latina.
Come ricorda il curatore Massimo Bignardi, la selezione permette di mettere in evidenza il ruolo di personalità quali Matta, Garcia Rossi e Le Parc e, al tempo stesso, di osservare come il rapporto tra la cultura artistica sudamericana e quella europea abbia prodotto esperienze profondamente innovative.
Nel caso di Matta, il dialogo con l’Europa passa attraverso Parigi e l’incontro con il Surrealismo, per proseguire negli Stati Uniti e successivamente in Italia. Per Garcia Rossi e Le Parc il punto di riferimento diviene invece la ricerca dell’art visuel, nella quale luce, movimento e colore acquistano una funzione strutturale e trasformano il rapporto tra opera e spettatore.
“Declinazioni Andine” offre così uno sguardo articolato sulla storia e sul presente dell’arte latinoamericana, mettendo in relazione generazioni, linguaggi e sensibilità differenti e restituendo la vitalità di una scena artistica che ha avuto, e continua ad avere, un ruolo importante nel panorama internazionale.
INFORMAZIONI
DECLINAZIONI ANDINE
Pittori contemporanei cileni e argentini: da Matta a Garcia Rossi, alle espressioni postmoderne
Opere della Fondazione Rossi
Centro di Cultura Villa Brivio
Piazzetta Vertua Prinetti, 4
Nova Milanese
Inaugurazione:
Sabato 19 settembre 2026, ore 11.00
Apertura mostra:
da martedì a sabato, dalle ore 9.00 alle 18.00
Lunedì chiuso
Mostra fino al 17 ottobre 2026
L’esposizione rientra nella Sezione progetti internazionali e speciali del 67° Premio Internazionale Bugatti-Segantini.